Il dolore al collo persistente non specifico (NP) è una condizione che colpisce una vasta gamma di individui, manifestandosi come un complesso disturbo biopsicosociale. Questo tipo di dolore non è attribuibile a una causa specifica e presenta una serie di sintomi sia fisici che psicologici, rendendo la sua gestione particolarmente complessa. I pazienti affetti da NP possono sperimentare un impatto significativo sulla loro qualità di vita, poiché il dolore cronico può influenzare non solo la loro capacità di svolgere attività quotidiane, ma anche il loro benessere emotivo e psicologico. In questo contesto, le nuove tecnologie, come la realtà virtuale (VR), stanno emergendo come strumenti promettenti per il trattamento di queste condizioni.
Potenziale della realtà virtuale nel trattamento del dolore
La realtà virtuale offre un’esperienza immersiva che può distrarre i pazienti dal dolore e dal disagio, promuovendo al contempo il movimento e l’interazione fisica. Studi recenti hanno dimostrato che l’uso della VR può ridurre significativamente il dolore e la kinesiofobia, ossia la paura del movimento, un fattore comune nei pazienti con dolore persistente. Inoltre, la VR può migliorare la gamma di movimento (ROM) e il controllo motorio, permettendo ai pazienti di recuperare più rapidamente e in modo efficace. Questo approccio innovativo si basa sull’idea che un ambiente virtuale controllato possa incoraggiare i pazienti a impegnarsi in esercizi di riabilitazione che altrimenti potrebbero evitare a causa del dolore o della paura.
Lo studio all’Istituto Scientifico San Raffaele
Recentemente, un studio condotto presso l’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano ha valutato l’efficacia dell’allenamento sensomotorio in VR, combinato con la terapia manuale, nel trattamento di individui con NP persistente. Lo studio ha coinvolto 40 partecipanti, assegnati casualmente a due gruppi: il gruppo sperimentale (VRT), che ha utilizzato la VR, e il gruppo di controllo (CT), che ha eseguito gli stessi esercizi senza l’ausilio della realtà virtuale. Entrambi i gruppi hanno partecipato a un programma riabilitativo di 6 settimane, con 12 sessioni di 45 minuti, durante le quali hanno ricevuto terapia manuale come componente costante del trattamento.
Al termine del programma, entrambi i gruppi hanno mostrato una riduzione significativa del livello di disabilità, della percezione del dolore e della kinesiofobia. Tuttavia, il gruppo VRT ha evidenziato progressi significativi anche nella cinematica, suggerendo che l’integrazione della realtà virtuale nel protocollo riabilitativo potrebbe avere un impatto positivo sui risultati funzionali. Questi risultati indicano che l’allenamento sensomotorio in VR, in combinazione con la terapia manuale, potrebbe non solo migliorare i sintomi, ma anche promuovere un recupero funzionale più rapido e duraturo.
I ricercatori concludono che l’allenamento sensomotorio combinato con la terapia manuale ha il potenziale per migliorare i risultati per i pazienti affetti da NP.
La parità di efficacia tra i due approcci suggerisce che l’implementazione della VR nella riabilitazione potrebbe rappresentare un’opzione valida e innovativa per gestire il dolore al collo persistente. Questo studio rappresenta un passo avanti nella ricerca sulla riabilitazione del dolore cronico, sottolineando l’importanza di approcci multidisciplinari che integrino tecnologie emergenti. Con l’evoluzione continua della tecnologia e una maggiore comprensione delle dinamiche del dolore, ci sono grandi potenzialità per migliorare le strategie terapeutiche per i pazienti con dolore persistente e complesso.
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Autore: eom_comunicazione