La sindrome del tunnel carpale è una condizione dolorosa e debilitante che colpisce il polso e la mano.
È causata dalla compressione del nervo mediano, che passa attraverso il “tunnel carpale”, una struttura stretta e rigida situata nella parte inferiore del polso.
I sintomi tipici includono dolore, formicolio, intorpidimento e debolezza nella mano e nelle dita, specialmente nel pollice, indice e medio.
Questi sintomi possono peggiorare durante l’uso prolungato della mano, come durante la digitazione o l’uso di strumenti manuali. La sindrome del tunnel carpale può essere causata da una serie di fattori, tra cui traumi ripetuti, posture scorrette delle mani, gravidanza, malattie come il diabete o l’artrite reumatoide, o altre condizioni che causano gonfiore nel tunnel carpale. Il trattamento può includere riposo, immobilizzazione del polso, terapia fisica, farmaci antinfiammatori e in alcuni casi, intervento chirurgico per alleviare la compressione del nervo.
Un recente studio pubblicato sulla rivista Nutrients ha esplorato il ruolo della vitamina D nella gestione della sindrome del tunnel carpale (CTS).
La CTS è tra le neuropatie periferiche più diffuse e provoca la compressione del nervo mediano. L’individuo affetto prova dolore, intorpidimento o formicolio lungo l’area dell’arto superiore interessata dal nervo, oltre a percepire un indebolimento della presa e della funzione della mano.
Obesità, diabete, lesioni da stress ripetitivo, infiammazione reumatoide, gravidanza e fattori genetici interagiscono per aumentare il rischio di CTS.
I partecipanti dello studio citato sono stati randomizzati a ricevere la sola terapia con corticosteroidi o corticosteroidi con integrazione di vitamina D.
Tra i pazienti con CTS con bassi livelli di vitamina D, l’aggiunta di vitamina D alla terapia con corticosteroidi ha portato a un miglioramento del sollievo dal dolore, a una riduzione della gravità dei sintomi e di alcuni parametri elettromiografici.
Studi precedenti avevano indicato che la carenza di vitamina D aumenta il rischio di CTS e la gravità dei sintomi: lo studio in oggetto corrobora questi risultati e suggerisce che l’integrazione di vitamina D nei pazienti con CTS con bassi livelli di vitamina D può ridurre l’ipersensibilità, riducendo così la sensazione di dolore e il formicolio e che livelli più bassi di vitamina D sono associati a una maggiore gravità dei sintomi, ma che possono migliorare dopo tre mesi di integrazione di vitamina D insieme alla terapia con corticosteroidi.
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Autore: eom_comunicazione