Il contatto pelle a pelle, noto anche come “kangaroo care,” è una pratica semplice ma estremamente efficace che coinvolge il contatto diretto tra la pelle del neonato e quella del genitore subito dopo la nascita.
Questo gesto, che consiste nel posizionare il neonato nudo sul petto scoperto della madre o del padre, ha dimostrato di avere numerosi benefici per il benessere fisico ed emotivo del bambino e del genitore. Il contatto pelle a pelle favorisce la regolazione della temperatura corporea del neonato, stabilizza il battito cardiaco e la respirazione, e promuove l’allattamento al seno. Inoltre, rafforza il legame affettivo tra genitore e figlio, riducendo lo stress e favorendo un senso di sicurezza e comfort nel neonato. Questa pratica, semplice ma potente, è riconosciuta a livello mondiale come fondamentale per un inizio di vita sano e sereno.
Il contatto pelle a pelle assume un’importanza ancora maggiore nei neonati prematuri, poiché questi bambini, nati prima del termine, sono particolarmente vulnerabili e necessitano di un supporto aggiuntivo per il loro sviluppo.
Si definisce pretermine (o prematuro) il bambino che nasce prima di aver raggiunto le 37 settimane di età gestazionale. Oggi in Italia la percentuale dei bambini nati pretermine varia tra il 7 e il 10%.
Il contatto pelle a pelle per il neonato viene indicato per lo sviluppo cognitivo, neurologico e psicofisico dei prematuri, con un contatto pelle a pelle con la madre o il padre, fin dai giorni della Terapia Intensiva Neonatale (TIN).
Un nuovo studio della Stanford Medicine la pratica skin-to-skin con un genitore conferma i benefici cognitivi duraturi per i bambini prematuri.
Lo studio ha rilevato infatti che i prematuri che hanno ricevuto un maggiore contatto pelle a pelle mentre erano ricoverati in ospedale hanno meno probabilità di subire un ritardo di sviluppo a 1 anno di età.
La ricerca, pubblicata sul Journal of Pediatrics, ha dimostrato che anche piccoli aumenti nella quantità di tempo trascorso pelle a pelle hanno fatto una differenza misurabile nello sviluppo neurologico dei bambini durante il loro primo anno.
Il gruppo di ricerca ha esaminato le cartelle cliniche di bambini nati molto prematuri, ovvero con almeno otto settimane di anticipo. Lo studio ha incluso 181 prematuri che non presentavano condizioni genetiche o congenite note per influenzare lo sviluppo neurologico e che avevano ricevuto valutazioni di follow-up dopo aver lasciato la terapia intensiva neonatale.
Sebbene lo studio non sia stato impostato per esplorare i benefici della cura pelle a pelle sul cervello dei bambini, i ricercatori hanno suggerito alcune ipotesi plausibili: affermano che la pratica skin-to-skin è probabilmente la cosa più vicina che possa imitare l’utero e che anche i genitori possono trarre beneficio e questo a sua volta può avvantaggiare il loro neonato.
I ricercatori sperano che i loro risultati motivino le équipe mediche ad aiutare i genitori a fornire cure “pelle a pelle” nelle unità di terapia intensiva neonatale e incoraggino i genitori mostrando loro i benefici a lungo termine di questa tecnica semplice ma importante.
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Autore: eom_comunicazione