La cuffia dei rotatori è un gruppo di quattro muscoli e relativi tendini che stabilizzano e permettono il movimento dell’articolazione della spalla. Questi muscoli sono:
Sovraspinato (Supraspinatus): situato nella parte superiore della scapola, aiuta a sollevare il braccio lateralmente.
Sottospinato (Infraspinatus): si trova sotto il sovraspinato e consente la rotazione esterna del braccio.
Sottoscapolare (Subscapularis): posizionato sulla superficie anteriore della scapola, permette la rotazione interna del braccio.
Piccolo rotondo (Teres minor): lavora insieme al sottospinato per ruotare esternamente il braccio.
Questi muscoli lavorano insieme per mantenere la testa dell’omero (l’osso del braccio) centrata nella cavità glenoidea della scapola, stabilizzando la spalla durante i movimenti. La cuffia dei rotatori è fondamentale per le attività che richiedono il sollevamento del braccio, la rotazione e la stabilizzazione della spalla, ed è spesso soggetta a lesioni o infiammazioni, soprattutto in atleti o persone che eseguono movimenti ripetitivi con le braccia.
Le rotture della cuffia dei rotatori sono un problema comune riscontrato dai chirurghi ortopedici e l’incidenza di nuove rotture (fino al 94%) in seguito alla riparazione chirurgica ne rende difficile la gestione.
Non è chiaro se l’uso concomitante dell’acromioplastica durante la riparazione della cuffia dei rotatori (RCR) migliori i risultati clinici e se i risultati siano influenzati dal tipo acromiale.Nella procedura chirurgica, l’acromioplastica è conosciuta come una componente consolidata e utilizzata per modificare la morfologia dell’acromion.
Sono stati pubblicati una serie di studi che confrontano i risultati della procedura chirurgica con e senza acromioplastica in pazienti sottoposti a riparazione della cuffia dei rotatori.ù
È stata recentemente pubblicato un articolo di review sui risultati clinici della riparazione della cuffia dei rotatori con e senza acromioplastica, con una sottoanalisi dei risultati basata sul tipo acromiale.
L’applicazione dei criteri di inclusione ha prodotto 5 studi per un totale di 409 pazienti, di cui 211 pazienti sottoposti a RCR da sola (gruppo A) e 198 pazienti sottoposti a RCR con acromioplastica (gruppo B ).
Gli autori hanno riscontrato un tasso di reintervento significativamente più elevato per il gruppo senza acromioplastica (15%) rispetto al gruppo con acromioplastica (4,1%).
Lo studio conclude che esistono prove che l’acromioplastica durante la RCR riduce il rischio di un successivo reintervento. Ciò risulta particolarmente vero per i pazienti con acromion di tipo III, sebbene siano necessari ulteriori studi con campioni di dimensioni più ampie per corroborare questi dati.
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Autore: eom_comunicazione