Negli ultimi anni come conseguenza di comportamenti stressanti legati all’elevata domanda di lavoro e al crescente utilizzo degli smartphone, si sono verificati cambiamenti nello stile di vita con implicazioni potenzialmente dannose per la salute con una peggiore qualità della vita e problemi di salute, come ipertensione, stress, depressione, ansia, dolore cronico e l’aumento esponenziale dei problemi legati al sonno (Sleep-related problems – SRP).
“Sleep-related problems” (SRP), o disturbi del sonno, è un termine ampio che racchiude una serie di disturbi che influenzano il sonno, sia in termini di qualità che di quantità. Questi problemi possono comprendere difficoltà ad addormentarsi, difficoltà a mantenere il sonno, risvegli frequenti durante la notte o sonno non riposante, con conseguenze negative durante il giorno, come eccessiva stanchezza, irritabilità e difficoltà cognitive.
Tra i disturbi del sonno più comuni troviamo:
Insonnia: difficoltà ad addormentarsi o a rimanere addormentati per periodi prolungati. Può essere acuta (breve termine) o cronica (durata di mesi o anni).
Apnea notturna: interruzione temporanea della respirazione durante il sonno, che porta a frequenti risvegli e una qualità del sonno compromessa.
Sindrome delle gambe senza riposo (RLS): una condizione caratterizzata da un impulso irrefrenabile a muovere le gambe durante la notte, che può rendere difficile addormentarsi o mantenere il sonno.
Disturbi del ritmo circadiano: alterazioni nel ciclo sonno-veglia naturale del corpo, come il jet lag o i problemi legati al lavoro su turni.
Questi problemi non solo influenzano negativamente la qualità della vita e la salute fisica, ma possono anche avere un impatto sulla salute mentale, aumentando il rischio di depressione e ansia. Inoltre, SRP è spesso associato a condizioni come il dolore cronico muscoloscheletrico, con un ciclo bidirezionale in cui i disturbi del sonno possono aggravare il dolore e viceversa.
Studi epidemiologici suggeriscono un aumento specifico dei disturbi cronici del sonno, tra cui l’apnea ostruttiva del sonno, la sonnolenza diurna e l’insonnia e diversi studi hanno notato che i SRP, compresa l’insonnia e i suoi sintomi, aumentano nel tempo il rischio di presentare dolore muscoloscheletrico cronico come dolore cronico al collo, alle ginocchia, alle gambe, alla schiena e alle spalle.
Le prove scientifiche sottolineano che la relazione tra sonno e dolore cronico può essere bidirezionale, vale a dire che il dolore muscoloscheletrico cronico può agire come predittore della comparsa di disturbi del sonno nella popolazione adulta.
In merito a questo tema è stata recentemente pubblicata una revisione sistematica con meta-analisi che mirava a sintetizzare la letteratura sulle potenziali associazioni tra disturbi del sonno e dolore muscoloscheletrico cronico.
Gli autori hanno effettuato una ricerca completa su 6 database e hanno identificato studi prospettici di coorte longitudinali negli adulti che esaminavano questa relazione.
Questo studio suggerisce che i disturbi del sonno sono associati ad un aumento del rischio di dolore muscoloscheletrico cronico, ma la natura bidirezionale di questa relazione richiede ulteriori indagini.
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Autore: eom_comunicazione